
A che punto siamo?
In Norvegia, l’e-invoicing sta passando da una prassi diffusa ma volontaria a un obbligo di legge per tutte le imprese. Il Paese parte da una posizione avanzata: l’e-invoicing B2G è in vigore dal 2019, e già oggi l’uso volontario di Peppol/EHF nel B2B ha una quota di mercato intorno all’84–89%. Il sistema si basa sul formato EHF (Elektronisk Handelsformat), il profilo norvegese di Peppol BIS Billing 3.0, che viaggia sulla rete Peppol ed è conforme alla norma europea EN 16931 (XML basato su UBL).
Il quadro normativo è stato definito nel 2026: a giugno lo Storting ha approvato la Prop. 44 L (2025-2026), che modifica la legge sulla contabilità rendendo obbligatoria l’emissione di fatture elettroniche B2B (EHF/Peppol verso acquirenti registrati in ELMA) dal 1° gennaio 2027, e la ricezione delle e-invoices insieme alla contabilità interamente digitale dal 1° gennaio 2030. L’obbligo riguarda tutti i soggetti tenuti alla contabilità, comprese le imprese assoggettate in Norvegia a imposta sul reddito, sul patrimonio o IVA, indipendentemente dal luogo di stabilimento, mentre sono esentate le imprese con fatturato inferiore a 50.000 NOK. Anche la contabilità cambia volto: fogli di calcolo e programmi di videoscrittura non saranno più strumenti ammessi. Va notato che la data del 2027 resta provvisoria in attesa della normativa secondaria, poiché le regole sui formati e sulle eventuali eccezioni saranno fissate dalla Direzione delle Imposte.
L’architettura segue il modello Peppol a quattro angoli: mittente, access point del mittente, access point del destinatario, destinatario, con il registro nazionale ELMA a fare da elenco dei destinatari raggiungibili. A differenza di altri Paesi europei, la Norvegia non prevede una piattaforma centrale gestita dal fisco: per il B2B adotta un modello di controllo ex post (post-audit). Per le imprese già attive su Peppol, l’obbligo del 2027 formalizza in gran parte la prassi attuale; per le altre, il cambiamento è strutturale e tocca ERP, processi contabili e archiviazione. Per chi opera a livello internazionale, la Norvegia, pur non essendo membro UE, si allinea pienamente al movimento europeo: grazie a un mandato nativo Peppol e conforme a EN 16931, le imprese in regola con i requisiti norvegesi saranno già in buona parte preparate agli obblighi dell’era ViDA.
Le API A-Cube per l'e-invoicing in Norvegia

A che punto siamo?
In Norvegia, l’e-invoicing sta passando da una prassi diffusa ma volontaria a un obbligo di legge per tutte le imprese. Il Paese parte da una posizione avanzata: l’e-invoicing B2G è in vigore dal 2019, e già oggi l’uso volontario di Peppol/EHF nel B2B ha una quota di mercato intorno all’84–89%. Il sistema si basa sul formato EHF (Elektronisk Handelsformat), il profilo norvegese di Peppol BIS Billing 3.0, che viaggia sulla rete Peppol ed è conforme alla norma europea EN 16931 (XML basato su UBL).
Il quadro normativo è stato definito nel 2026: a giugno lo Storting ha approvato la Prop. 44 L (2025-2026), che modifica la legge sulla contabilità rendendo obbligatoria l’emissione di fatture elettroniche B2B (EHF/Peppol verso acquirenti registrati in ELMA) dal 1° gennaio 2027, e la ricezione delle e-invoices insieme alla contabilità interamente digitale dal 1° gennaio 2030. L’obbligo riguarda tutti i soggetti tenuti alla contabilità, comprese le imprese assoggettate in Norvegia a imposta sul reddito, sul patrimonio o IVA, indipendentemente dal luogo di stabilimento, mentre sono esentate le imprese con fatturato inferiore a 50.000 NOK. Anche la contabilità cambia volto: fogli di calcolo e programmi di videoscrittura non saranno più strumenti ammessi. Va notato che la data del 2027 resta provvisoria in attesa della normativa secondaria, poiché le regole sui formati e sulle eventuali eccezioni saranno fissate dalla Direzione delle Imposte.
L’architettura segue il modello Peppol a quattro angoli: mittente, access point del mittente, access point del destinatario, destinatario, con il registro nazionale ELMA a fare da elenco dei destinatari raggiungibili. A differenza di altri Paesi europei, la Norvegia non prevede una piattaforma centrale gestita dal fisco: per il B2B adotta un modello di controllo ex post (post-audit). Per le imprese già attive su Peppol, l’obbligo del 2027 formalizza in gran parte la prassi attuale; per le altre, il cambiamento è strutturale e tocca ERP, processi contabili e archiviazione. Per chi opera a livello internazionale, la Norvegia, pur non essendo membro UE, si allinea pienamente al movimento europeo: grazie a un mandato nativo Peppol e conforme a EN 16931, le imprese in regola con i requisiti norvegesi saranno già in buona parte preparate agli obblighi dell’era ViDA.
Le API A-Cube per l'e-invoicing in Norvegia
Normative locali, API globali.
Ogni paese ha le sue regole fiscali: noi abbiamo sempre l'API giusta. La nostra tecnologia componibile consente alla nostra piattaforma di adattarsi alle esigenze locali e si adatta facilmente per offrire componenti singoli o una soluzione tutto-in-uno.
Normative locali, API globali.
Ogni paese ha le sue regole fiscali: noi abbiamo sempre l'API giusta. La nostra tecnologia componibile consente alla nostra piattaforma di adattarsi alle esigenze locali e si adatta facilmente per offrire componenti singoli o una soluzione tutto-in-uno.
Normative locali, API globali.
Ogni paese ha le sue regole fiscali: noi abbiamo sempre l'API giusta. La nostra tecnologia componibile consente alla nostra piattaforma di adattarsi alle esigenze locali e si adatta facilmente per offrire componenti singoli o una soluzione tutto-in-uno.














