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Pacchetto ViDA e fatturazione elettronica: cosa cambia e come agire

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La gestione dell’Iva in Europa sta cambiando. L’entrata in vigore del pacchetto ViDA ridefinirà completamente gli obblighi fiscali e porterà le aziende che operano all’interno dell’UE ad aderire a nuovi standard condivisi. Anche se la normativa europea entrerà pienamente in vigore nel corso dei prossimi anni, è bene informarsi sulle novità in arrivo. E comprendere fin da ora come avvantaggiarsi e in che modo le soluzioni A-Cube possono semplificare questa evoluzione.


Cos’è il pacchetto ViDA

ViDA è l'acronimo di “VAT in the Digital Age”, cioè "imposta sul valore aggiunto nell'era digitale". Il pacchetto ViDA è stato introdotto dalla Commissione Europea con lo scopo di modernizzare, semplificare e adattare la gestione dell’Iva negli Stati membri rispetto all’economia digitale. È entrato in vigore a marzo 2025 e si concluderà a gennaio 2035, anche se la proposta iniziale prevedeva tempi più brevi (2027). 

I pilastri sui quali è incentrata la riforma ViDA sono tre. Il primo riguarda i requisiti di Digital Reporting (DRR), cioè l’implementazione della fatturazione elettronica e la creazione di sistemi di rendicontazione digitale che favoriscano gli scambi fiscali tra i Paesi membri. Il secondo rafforza il ruolo delle piattaforme digitali per l’affitto a breve termine e il noleggio nella riscossione dell’Iva. Il terzo, infine, propone la creazione di un sistema unico di registrazione dell’Iva (OSS).

Di pari passo con la sua adozione, il pacchetto ViDA potrà contribuire a: 

  • combattere l’evasione fiscale;

  • aumentare la tracciabilità e la trasparenza delle operazioni finanziarie internazionali;

  • ridurre e semplificare gli oneri burocratici e amministrativi, in particolar modo quelli delle piccole e medie imprese;

  • risparmiare tempi e costi grazie a procedure standardizzate e automatiche;

  • diminuire gli errori solitamente legati alla rendicontazione delle transazioni e alla trasmissione manuale dei dati;

  • migliorare l’efficienza delle organizzazioni tramite la digitalizzazione dei flussi fiscali.

La riforma riguarda l’intero mercato interno europeo e tutti i suoi attori, dalle imprese transfrontaliere B2C e B2B alle piattaforme digitali.


Quali obblighi prevede il pacchetto ViDA

Con l'introduzione del pacchetto ViDA, le aziende che operano a livello europeo dovranno comunicare le transazioni alle autorità fiscali in modo standardizzato e in tempo reale. Per farlo, potranno adottare dei sistemi di fatturazione elettronica. L’obbligo è riferito anche alle transazioni delle aziende B2B transfrontaliere, cioè quelle che avvengono tra aziende di diversi Stati membri dell’Unione, e quelle delle piattaforme online (e-commerce e noleggio/affitto). 

Una delle novità più importanti riguarda il regime di “fornitore presunto” (applicabile dal 01 gennaio 2030) previsto per le piattaforme digitali. Queste saranno responsabili della riscossione e della trasmissione dell’IVA per conto dei fornitori che non lo fanno direttamente. Il fornitore che non comunica il proprio numero di identificazione Iva potrà dichiarare al gestore della piattaforma l’intenzione di addebitare l’imposta.

Altro aggiornamento della riforma ViDA è l’eliminazione della clausola che, fino a oggi, richiedeva l’accettazione esplicita del cliente per ricevere una fattura in formato elettronico invece che cartaceo. A partire da quest’anno non sarà più necessaria alcuna approvazione preventiva.


Cosa comporta l’introduzione della riforma ViDA in Italia? 

In questo quadro, l’Italia si trova avvantaggiata. È stata infatti tra le prime nazioni ad optare per la fatturazione elettronica e ad estenderla a quasi tutti i soggetti Iva già a partire dal 2019. Nel 2023, ha ottenuto una proroga dall’Ue per continuare ad utilizzare il Sistema di Interscambio (SdI) fino al 31 dicembre 2027 oppure fino all’introduzione definitiva di un sistema europeo alternativo. In Italia, inoltre, la trasmissione dei dati Iva alle autorità fiscali è una pratica già consolidata.

Le aziende italiane non devono stravolgere i propri flussi legati alla fatturazione. Nel lungo periodo, tuttavia, dovranno allinearsi agli standard europei. Questi prevederanno l’introduzione del formato unico per l’e-invoicing e l’adozione di un sistema di comunicazione dei dati riguardanti le transazioni intra-UE. 


Peppol e l’e-invoicing internazionale

Come sottolineato, in Italia la fatturazione elettronica è già uno strumento strategico di ottimizzazione gestionale ampiamente scelto dalle aziende. Con l’introduzione del pacchetto ViDA, la capacità di gestire gli scambi documentali con partner commerciali in altri Stati europei diventa cruciale. È già possibile infatti avvantaggiarsi con strumenti interoperabili come Peppol, progettati proprio per standardizzare e semplificare l’e-invoicing. 

Peppol (Pan-European Public Procurement On-Line) è un sistema che permette ad aziende e Pubbliche Amministrazioni di diversi Paesi di scambiare documenti, dati e fatture elettroniche. Lo fa attraverso una rete certificata e sicura, utilizzata ad oggi da quasi 1,5 milioni di aziende di 98 Paesi registrati. Questo sistema standard permette di scambiare facilmente documenti tra Paesi che utilizzano e-invoicing diversi. Ciò velocizza i flussi aziendali, riduce enormemente il rischio di frodi e garantisce conformità automatica alle normative di altre nazioni. 

In Italia la gestione della rete Peppol è affidata all'AgID, l'Agenzia per l’Italia Digitale, che si occupa di accreditare i provider autorizzati a far accedere le aziende alla rete. A-Cube è uno di questi provider: è un access point ufficiale che consente alle imprese di entrare nella rete Peppol e ottenere il proprio Participant ID, cioè l’indirizzo elettronico che le identifica in modo univoco. 


Piattaforma Peppol di A-Cube

Grazie alle soluzioni implementate da A-Cube, è possibile gestire le comunicazioni durante il processo di scambio documenti in modo sicuro e a norma. In particolare, la piattaforma Peppol di A-Cube svolge tutte le attività dialogando con i sistemi già utilizzati dall’azienda, garantendo un’integrazione semplice. Inoltre è in grado di gestire automaticamente processi e verifiche relative alle compliance e ai documenti in tempo reale.  

La dashboard di A-Cube Peppol API permette di gestire fatture, note di credito, ordini, risposte agli ordini e avvisi di spedizione. Dà inoltre la possibilità di: 

  • monitorare i consumi

  • gestire i flussi dei documenti in entrata e in uscita

  • utilizzare dei filtri per l’analisi dei file

  • decidere in che modo specifico interagire con ogni sistema aziendale

  • scegliere opzioni di configurazione personalizzate.

In futuro, a prescindere dal pacchetto ViDA, Peppol potrà essere utilizzato per la standardizzazione della logistica e per gestire lo scambio di informazioni tra settore pubblico, cittadini e imprese. Vale la pena quindi prenderne in considerazione l’adozione in modo che diventi, fin da ora, un vero e proprio vantaggio competitivo. Chi ha necessità di integrare le soluzioni A-Cube per Peppol oppure di ottenere maggiori informazioni, può farlo scrivendoci a info@acubeapi.com.