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Digitalizzazione delle aziende B2B italiane: 5 soluzioni per 5 sfide attuali

Parliamo spesso di trasformazione digitale nel business to business (B2B) come se fosse un processo uniforme e lineare. Ma chi lavora in azienda sa che la realtà è un po’ diversa ed è fatta di picchi, rallentamenti, normative che cambiano e soluzioni temporanee. E anche di tanti fogli Excel che resistono ai cambiamenti in atto. Negli ultimi anni, l’Europa ha accelerato: ha messo sul tavolo nuove regole, nuovi standard, nuovi obblighi. E il B2B italiano? In alcuni casi ha anticipato i tempi, in altri sta ancora arrancando. Non tutto è negativo, anzi: ci sono segnali chiari di progresso. Ma ci sono anche ostacoli, e spesso non sono quelli che pensiamo. In questo articolo mettiamo ordine: vediamo cosa sta funzionando e quali sono le 5 sfide che dobbiamo ancora affrontare. Per ognuna, proporremo degli strumenti da adottare utili per dare una spinta alla digitalizzazione delle aziende B2B.
B2B italiano e digitalizzazione: in cosa siamo già avanti
Secondo un recente studio di osservatori.net del Politecnico di Milano, nel 2023 l’e-commerce B2B di prodotto ha segnato una crescita del 10% rispetto all’anno precedente, raggiungendo i 265 miliardi di euro. Se confrontiamo questi dati con il 2020, invece, le transazioni tramite marketplace B2B sono aumentate del 50%. Questo trend è sostenuto sicuramente da un ecosistema tecnologico più maturo. Strumenti sempre più evoluti e personalizzabili stanno migliorando la gestione finanziaria, i processi transazionali e la user experience.
Altri segnali positivi derivano dalle novità normative a livello europeo. Alcune di queste hanno colto impreparate alcune nazioni, ma non l'Italia che è avanti su diversi punti. Tra questi la nuova versione di eIDAS 2.0 che ha introdotto l'eArchiving come servizio fiduciario con riconoscimento reciproco tra gli stati membri.
Anche l'introduzione del pacchetto ViDA ha trovato l'Italia più che preparata, essendo stato il primo paese a introdurre la fatturazione elettronica. In sostanza: le aziende B2B italiane sono già preparate alla trasmissione digitale dei documenti. Ma, sotto altri aspetti, la partita è ancora da giocare.
Le 5 sfide della digitalizzazione delle aziende B2B italiane e 5 possibili soluzioni
Fin qui abbiamo approfondito i progressi fatti. Alcune aree però restano critiche e richiedono attenzione. Si tratta di problematiche che, se non affrontate con soluzioni concrete, rischiano di rallentare la competitività del sistema industriale.
1. Conservazione documentale e possibili nuovi standard europei
La conservazione digitale dei documenti è un pilastro fondamentale dei processi B2B. Tuttavia, l’evoluzione degli standard a livello comunitario potrebbe mettere sotto pressione i sistemi italiani. Se l’Italia dovesse adottare specifiche europee diverse da quelle attualmente in uso a livello nazionale, molti operatori rischierebbero di trovarsi impreparati, con impatti significativi sulla compliance e sulla continuità operativa.
In questo quadro, una soluzione come A-Cube Transfer, in grado di caricare, convertire e condividere documenti in qualsiasi formato in modo compliance, può rivelarsi un vero asso nella manica. Consentendo una gestione automatizzata e conforme dei documenti conservati, può semplificare non solo i flussi aziendali ma anche eventuali passaggi a nuovi standard normativi.
2. Logistica e digitalizzazione dei documenti di consegna
Il regolamento europeo eFTI e il protocollo eCMR puntano a digitalizzare i flussi documentali nel settore della logistica, favorendo l’automazione della trasmissione dati. Il loro scopo è ridurre l’uso di documenti cartacei e semplificare i processi rendendoli allo stesso tempo più sicuri e trasparenti. In assenza di standard operativi, e a causa dell’arretratezza di molte infrastrutture digitali, il B2B italiano è ancora distante da un’adozione diffusa.
La rete Peppol rappresenta un valido supporto per lo scambio documentale internazionale e può essere utilizzata tramite A-Cube Access Point. Questa permette di gestire le comunicazioni e le trasmissioni di documenti in modo sicuro e a norma di legge. Inoltre, può essere facilmente integrata in flussi di lavoro già in uso dall’azienda e con ERP specifici.
3. Documento di Trasporto: un potenziale ancora inespresso
Il Documento di Trasporto (DdT) è centrale nella gestione logistica, ma la sua digitalizzazione è ancora poco diffusa. Secondo lo studio di osservatori.net del Polimi, solo il 35% delle imprese lo trasmette in formato elettronico e appena il 22% lo riceve digitalmente. Eppure, si stima che un obbligo strutturato di trasmissione elettronica potrebbe generare un risparmio di 18 miliardi di euro per il sistema Paese.
Anche in questo caso, l’adozione di A-Cube Transfer permetterebbe di velocizzare i flussi aziendali. Il servizio è in grado di gestire anche i Documenti di Trasporto con piena tracciabilità. L’ideale per le aziende che vogliono digitalizzare rapidamente i DdT senza rivoluzionare l’infrastruttura esistente, con un notevole risparmio di tempo e costi.
4. Interoperabilità tra sistemi interni ed esterni
Molte aziende, soprattutto PMI del settore B2B, faticano a far dialogare tra loro i diversi sistemi in uso come ERP, CRM, e-commerce, banche dati fiscali etc. Questo può facilmente creare delle inefficienze nell’elaborazione e nella condivisione dei dati. Ma anche aumentare il rischio di errori e di mancata compliance, specialmente quando entrano in gioco standard transfrontalieri.
Oltre all’API Peppol, della quale abbiamo già parlato, A-Cube offre diverse soluzioni per l’integrazione tra sistemi aziendali e piattaforme esterne. Una di queste è l’API di E-invoicing, in grado di gestire il ciclo completo della fatturazione elettronica in entrata e in uscita verso il Sistema di Interscambio dell’Agenzia delle Entrate. Il tutto in piena compliance normativa. Uno di principali plus? L'integrazione semplice e intuitiva con gli ERP già in uso.
5. Investimenti digitali dalla teoria alla pratica
Un altro dato emerge dallo studio osservatorio.net del Politecnico di Milano. Il 79% delle imprese italiane dichiara di voler investire nel digital B2B nei prossimi 12 mesi, con priorità su document management, Cloud ed ERP. Ma c’è un evidente disallineamento tra ambizione e realtà: 33% delle aziende destina meno dell’1% del proprio fatturato a queste tecnologie. Il vero ostacolo, più che tecnico o economico, resta il mindset.
La conoscenza può ribaltare la situazione. I processi di digitalizzazione delle aziende del B2B non devono per forza essere complessi né di lungo periodo. A volte basta informarsi per trovare le soluzioni più idonee alle proprie esigenze, per quanto particolari possano essere. I prodotti e i servizi A-Cube sono estremamente versatili e dotati di un’architettura modulare e scalabile. Questa permette di iniziare con un investimento minimo e crescere nel tempo con il modificarsi delle esigenze aziendali. Oltre ad adattarsi al contesto specifico dell’azienda, evitano lock-in tecnologici e abilitano una trasformazione digitale sostenibile, anche nel B2B.
Cosa ci riserva il futuro della digitalizzazione?
La digitalizzazione delle aziende B2B italiane è a un punto di svolta. I numeri ci dicono che le potenzialità ci sono, così come le intenzioni. Ma anche che serve una maggiore concretezza. Che può essere raggiunta con soluzioni interoperabili, aggiornabili secondo le normative e con un approccio modulare.
Con API flessibili, architettura scalabile e un focus specifico su integrazione documentale, compliance e automazione, A-Cube è il partner tecnologico ideale per affrontare queste sfide. Per scoprire come digitalizzare i flussi aziendali in modo strategico e sostenibile, contattaci a info@acubeapi.com.


